Perché viene abbandonata la tua newsletter? E’ una domanda importante e fondamentale. Dedichi impegno, tempo e risorse per creare ed aumentare la tua lista di lead (contatti), e rischiare che tutto vada in fumo a causa di una distrazione, non puoi permettertelo.
Lo sai e lo sappiamo tutti. La lista dei contatti email è un patrimonio assoluto nel mondo del web marketing.
Grazie all’email marketing, possiedi il contatto dei potenziali clienti, l’unico strumento con cui sei sicuro di raggiungere una determinata persona, nel suo posto più riservato ed intimo, ovvero la sua casella di posta elettronica. Cosa significa questo? Che è basilare muoversi in punta di piedi, con delicatezza, evitando di diventare uno “spammatore seriale” e, quindi, ricevere la richiesta di cancellazione dalla lista.
Come evitare, o quanto meno limitare, che il lead si disiscriva?

Argomenti della tua newsletter

Cambiare argomento, è il primo motivo di abbandono di una newsletter.
Molti utenti si iscrivono alla tua newsletter perché attirati da ciò che proponi ciclicamente (ad esempio ricette con sola frutta di stagione). Hai il tuo software che ti permette di accumulare informazioni statistiche su quanti hanno aperto la mail, cestinata, condivisa o che hanno cliccato sulla Call To Action dentro la mail stessa.
Ad un certo punto hai deciso di cambiare argomento, e gli utenti hanno sensibilmente ridotto il loro coinvolgimento e gli abbandoni sono in aumento.
Affinché tu possa limitare i danni, è importante stabilire un calendario editoriale, in quanto se volessi comunque modificare il tema delle tue newsletter, e tu verificassi che le statisticheti danno torto, basterà tornare sui propri passi.
L’improvvisazione, invece, è l’acerrima nemica del content marketing. Tienilo presente.

La tua email sembra SPAM

Ovviamente vuoi che la tua newsletter non sia assimilata alla Spam; purtroppo, però, le somiglia molto. La problematica più comune è racchiusa nel testo dell’oggetto che hai creato, in quanto credi di sfruttare le tecniche di copywriting persuasivo.
La realtà è che, invece, utilizzi “parole magiche” che attivano i filtri antispam. Puoi superare i blocchi dei vari client di posta elettronica, ma oltre a questi vi è sempre il giudizio dell’essere umano che potrebbe semplicemente cestinare la tua email o eliminarsi dalla tua newsletter.

Frequenza delle email inviate

La frequenza è un altro primario motivo che spinge gli utenti a disiscriversi dalla tua newsletter. L’esagerazione della frequenza di invio, viene letta dal lettore come qualcosa di fastidioso, dettato da notifiche, richieste di attenzione ecc.
Gli utenti si iscrivono ad una newsletter con il consenso a ricevere i messaggi. Ok. Ma quanti messaggi? Un buon ritmo (mai andare oltre) è l’invio di una newsletter settimanale, soprattutto se non sono basate su finalità commerciali, poiché anche l’invio oppressivo di messaggi commerciali spinge gli utenti ad abbandonare la registrazione.

Scarsa professionalità nei messaggi

Pochi errori, e rischi di perdere la fiducia di chi ha scelto di ricevere le tue newsletter. Un errore ci può stare, ed il secondo è comunque accettato. L’utente esige professionalità nei testi, nell’oggetto della mail e nei link che hai inserito. Funzionano? Portano a destinazione? L’oggetto è quello giusto o hai confuso di nuovo le comunicazioni? Questi dettagli sono importanti, non dimenticarli.

Newsletter non responsive (visibilità su mobile)

Usando un software professionale per l’invio di newsletter, il programma automaticamente imposta ed ottimizza la grafica anche per la visualizzazione su tablet e smartphone. A volte, comunque, le cancellazioni dalla lista avvengono anche per questo motivo: I messaggi non si leggono bene dal telefono.
Un template mobile friendly può andar bene, ma sono i dettagli che fanno la differenza. Ad esempio: i bottoni si possono cliccare? Il testo è formattato nel modo giusto? Gli spazi sono equilibrati? Spesso i client di posta bloccano grafiche e foto, e se la tua newsletter si basa su una sola immagine, corri grandi rischi di fallimento.

Invio eccessivo di email commerciali

Le newsletter offrono due tipologie di messaggio: informativo e commerciale.
Le newsletter informative sono quelle che si pongono l’obiettivo di creare informazione, aggiornamenti. Ad esempio video su una nuova ricetta in cucina, o una novità nel campo della moda o della musica ecc.
Le newsletter commerciali, invece, sono quei messaggi inviati con il mero scopo di promuovere qualcosa che comporti un’azione, come comprare un oggetto o prenotare qualcosa.
Basare la propria comunicazione su messaggi commerciali? Il linea di principio no, poiché le newsletter possono avere come obiettivo quelle di vendere.
Il principale obiettivo di una newsletter è quella di creare interesse, forza e notorietà del tuo brand. Deve quindi essere utile, fare in modo che gli iscritti siano felici di ricevere ogni volta un messaggio.

Le persone erano ignare di essere iscritte

Probabilmente lo hai fatto volutamente, o forse no. Oppure la tua agenzia di comunicazione, nel perseguire l’obiettivo a tutti i costi ha un po’ esagerato. Le opzioni sono tante, ma la realtà è una: l’iscrizione alla newsletter deve essere volontaria, quindi nessuna forzatura alla iscrizione, ma soprattutto nessuna registrazione senza la volontà dell’utente.
Queste soluzioni “facili”, possono portare alla cancellazione di massa (nei migliori dei casi), fino al ricevere una telefonata da parte di un avvocato. Quindi ricorda che nessuno ha il diritto di inserire un contatto mail in una lista, senza la volontà del proprietario della mail.
Come affronti il problema delle newsletter?
Questo è un aspetto importante legato al digital marketing: è necessario impedire gli abbandoni alla tua newsletter. I contatti sono un vero e proprio tesoro per la tua azienda o la tua attività. Il blog può aiutarti ad aumentare gli iscritti, ma poi devi essere tu a gestire questo.
Devi essere tu a portare avanti un lavoro di contenuti per fare in modo che i contatti siano sempre felici di avere la tua newsletter nella casella di posta elettronica. Detto in altre parole, non basta mantenere il ritmo: devi essere sempre efficace e interessante. Tu come ti muovi in questo settore? Hai domande?